Come organizzare un progetto Solvency II

Invia Invia Newsletter 12 May 2008

05-solvency.JPGIl contesto della riforma

L’Unione Europea ha stabilito un nuovo quadro regolamentare in materia di gestione dei rischi per le società assicurative, su modello dell’analoga riforma bancaria Basilea II. La versione finale di questa riforma, battezzata “Solvency II” (o “Solvibilità II” ), è stata ultimata nel corso del 2007, per diventare operativa nel 2010. Rispetto alla direttiva “Solvency I” attualmente in vigore, questa seconda versione tiene in maggior considerazione i rischi reali a carico delle compagnie assicurative. Sono possibili diversi livelli di adeguamento interno che possono arrivare allo sviluppo di modelli propri (modelli interni). Direttamente ispirata alla riforma Basilea II, anche Solvency II è strutturata su tre diversi pilastri e consente di utilizzare modelli di rischio più o meno sofisticati, secondo le scelte effettuate dalle compagnie. Inoltre introduce nuove esigenze in materia di governance e di supervisione del rischio.

Strutturazione della riforma
05-scenario-solvency.jpg

Il documento annesso a questo articolo dettaglia più precisamente il contesto, le modalità e il calendario della riforma

Avvio di una prima fase di diagnosi

Nonostante l’applicazione della riforma sia prevista per il 2010, l’esperienza di Basilea II dimostra che è fondamentale avviare fin d’ora una prima fase di riflessione e interpretazione dei testi. In effetti, su modello dell’analoga riforma bancaria, senza alcun dubbio Solvency II rappresenterà per il settore Assicurativo un passaggio di fondamentale importanza per gli anni a venire. Attualmente – dal momento che sono già stati comunicati i principi della riforma e che l’organizzazione degli esercizi QIS (“Quantitative Impact Study”), ha consentito di prendere confidenza con la Direttiva – molte compagnie assicurative hanno già presentato dettagliati studi di impatto, sia sul piano organizzativo, sia sull’organizzazione IT.
In effetti, le modalità di calcolo del capitale di solvibiltà (per il cosidetto metodo “standard” in ogni caso) sono già state fornite per ciascuna delle differenti casistiche di rischio (vita, non-vita, salute, mercato… ecc.). Così, nonostante alcuni punti non siano ancora definitivi (soprattutto per quanto riguarda le correlazioni), il bisogno di dati necessari ai calcoli regolamentari è ampiamente circoscritto, e questo consente alla maggior parte delle compagnie assicurative di avviare i loro lavori. L’obiettivo è quindi di realizzare, in un primo tempo, un’analisi di impatto detta “a valle”, mirata a produrre un diagnostico del IT e dell’organizzazione esistente.
A livello generale, gli step della riforma sono i seguenti:

1: Analizzare gli obiettivi/servizi-target, a cui mira il dispositivo (determinazione del capitale regolamentare e garanzia di un certo numero di reporting e di analisi): si tratta quindi di determinare l’insieme dei calcoli e dei reporting/analisi da produrre per il dispositivo-target conforme a Solvency II e definire le modalità di consolidamento (selezione degli assi di aggregazione e di guida…);

2: Recensire i dati elementari necessari a tali calcoli e reporting/analisi raggruppandoli per temi (esempio: terzi, contratti, sottoscrizioni, premi, sinistri …). Tale analisi consentirà di costituire un modello dei dati funzionale al dispositivo-target;

3: Nel quadro di una prima macro-analisi, valutare con una visione globale i dispositivi IT (operativi o di gestione, decisionali, referenziali …), che possono essere presi in considerazione. In un secondo tempo, determinare il livello di disponibilità dei dati presi in considerazione per ogni IT esaminato e stabilire lo scarto in materia di dati, regole di gestione e di flussi (conformi, da valutare, da creare…).
Una volta stabilito il perimetro “funzionale” e definito lo scarto preso in considerazione, la vera sfida consiste nel determinare le traiettorie di evoluzione del dispositivo conforme a Solvency II.

Senza dubbio, si potrebbero prendere in considerazione diversi scenari: si tratterà di selezionare quello più adatto a raggiungere gli obiettivi rispetto ai problemi di tempo, alla capacità di fare, ai costi, al livello di conformità, ecc… Se l’impegno e la mobilitazione su questo primo studio di impatto saranno sufficientemente rigorosi, i vari passaggi saranno meno aleatori (e quindi meno portatori rischiosi per le compagnie assicurative). Alla luce del progetto Basilea II, la strada di “Solvency II” sarà lunga e ambiziosa, tanto vale fare rapidamente luce su quale sarà la traiettoria da seguire…

icona-acrobat-picco.jpg Scarica la presentazione “Contesto e Sfide della riforma Solvency 2″

Articoli in : Assicurazioni,Punti di vista,Servizi Finanziari,Solvency II

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